Cosa vuol dire Taki no Kan

La Dimora della Cascata

Il nome del nostro dōjō è “Taki no Kan”, espressione che in giapponese si scrive nel seguente modo:

滝之館

Il termine è composto da tre kanji, che rispettivamente significano:

: taki, cascata
Composto dal radicale di “acqua” nella parte sinistra e da “drago” nella parte destra. Il drago nella cultura estremo orientale non è associato al fuoco, come in Europa, bensì all’acqua ed è considerato il nume tutelare della pioggia e dei fiumi. L’immagine di una cascata ricorda un drago d’acqua che scende verso il basso, da qui l’origine del kanji.

: no, particella del complemento di specificazione
Nel giapponese moderno viene generalmente scritto の, mentre nelle trascrizioni antiche o ufficiali si usa uno dei kanji antichi da cui deriva il segno per indicare il complemento di specificazione, che si costruisce in modo simile al cosiddetto “genitivo sassone” della lingua inglese.

: kan, dimora
Alcuni preferiscono tradurlo come “casa”.
L’accezione più corretta e preferibile è “dimora”, che in italiano rende meglio la differenza tra i corrispettivi termini giapponesi.
“Casa” in kanji si scrive , composto da “tetto” nella parte superiore e “maiale/suino” nella parte inferiore; da questo si comprende che esisteva un’abitudine cinese (ricordo che la scrittura ideografica nipponica è nata in Cina) di tenere sotto il proprio tetto anche gli animali domestici, come i maiali.
Il nostro kanji, invece, è composto da “mangiare”, nella parte sinistra, e “alto dignitario” nella parte destra, ovvero la “dimora dove mangia un alto dignitario”. Penso sia abbastanza chiara, quindi, la differenza lessicale tra i due kanji e il perché è preferibile usare la seconda soluzione.