Claudio Lamonica

Ha sempre creduto che le discipline sportive possano essere un serio viatico per la crescita della personalità, non tanto nella pratica agonistica quanto per il continuo confronto con se stessi, e parimenti, per maturare il rispetto nel diverso da sé. E’ stato iniziato al judo dal padre, ha praticato per lunghi anni fioretto, si è appassionato alla montagna dal quale continua a trarre intima ispirazione e ha cercato di approcciarsi al mare attraverso lunghe traversate in barca a vela. In età matura ha scoperto la pratica del Katori Shinto Ryu, che lo ha appassionato e assorbito. Per lunghi anni ha seguito il maestro originario che lo sempre invitato a esplorare i vari caposcuola, tale atteggiamento lo ha portato a studiare l’arte della spada secondo le declinazioni dei maestri Goro Hatakeyama e Yukiro Sugino. Il primo, il più famoso ed esperto collaboratore del maestro Yosho Sugino, col quale ha diffuso la pratica del Katori in tutto il mondo, il secondo, figlio del caposcuola che ha ereditato la direzione del dojo alla morte del padre. L’assidua partecipazione al dojo del M° Claudio Regoli gli ha permesso di incontrare e seguire numerosi maestri di fama internazionale, fra cui il M° Andrea Re, col quale ha condiviso un altrettanto lungo periodo di apprendimento e formazione.

Dal 2002 pratica l’Aikido per accompagnare all’uso della spada tecniche di autodifesa. Oggi segue regolarmente gli insegnamenti del Maestro Fujimoto.

Dal marzo del 2006, distaccatosi dal dojo originario, ha deciso di seguire un proprio percorso. Tale scelta è stata accompagnata da un gruppo di praticanti col quale ha deciso di promuovere la nascita di uno spazio di studio e ricerca lontano dal rumore e dalle futili polemiche. Tale comune iniziativa ha determinato la nascita del Kasumi dojo.

L’incontro col Maestro Luigi Carniel ha rinnovato l’entusiamo verso le arti marziali, riempiendo quel senso di vuoto che una pratica spesso priva di Etica finisce per determinare. Le grandi e riconosciute capacità tecniche e umane del M° Carniel hanno rivalutato la dicitura "Jita Kyo Ei" che è il riferimento morale del Kasumi dojo. Tale approccio ha determinato la creazione di una rete di relazioni nel quale il Kasumi dojo si riconosce pienamente e un circuito di scambio che sta determinando non solo una crescita marziale ma anche una svolta umana.